KUSH is already an emergency in Sierra Leone (in April 2024, President Julius Maada Bio declared a national public health emergency for drugs and substance abuse), but the spread of this drug is infecting the whole of West Africa, which testifies to generational distress and a social crisis

Kush: un tunnel senza via d'uscita

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Il kush è economico, devastante e crea immediata dipendenza

In Sierra Leone la situazione è diventata critica (nell'aprile 2024, il presidente Julius Maada Bio ha dichiarato un'emergenza sanitaria pubblica nazionale per droga e abuso di sostanze), ma la diffusione del kush sta infettando tutta l'Africa occidentale, testimoniando un disagio generazionale e una crisi sociale diffusi in tutta l’area.

Il kush è un derivato della cannabis mescolato con droghe sintetiche. I test chimici hanno rilevato che quasi il 50% dei campioni contiene nitazene (un oppioide sintetico che crea forte dipendenza) che viene spesso mescolato con acetone, formalina, tramadolo e fentanil. Alcune delle sostanze utilizzate nella preparazione del kush sono importate dalla Cina, altre provengono dall'Europa (Paesi Bassi e Regno Unito) tramite rotte marittime, rotte aeree e servizi postali.

L'uso prolungato provoca gravi danni psicologici, al fegato e ai reni, insufficienza respiratoria e necrosi cutanea. Il basso costo (una dose costa in media 5 leoni serralionesi, che equivalgono a 30 centesimi di euro), la facile reperibilità e i forti effetti narcotizzanti sono i principali fattori ad averne determinato la diffusione, soprattutto nelle aree urbane.

Nelle baraccopoli di Freetown, come Kroo Bay o Susan's Bay, interi gruppi di giovani trascorrono le loro giornate in uno stato di trance indotto dalla droga. Sebbene le storie di ogni individuo siano diverse, la maggior parte delle persone che fumano il kush dicono di farlo per evadere da una realtà fatta di povertà, disoccupazione e assenza di reali prospettive. Il fumo conduce in un “mad world” – come lo definiscono i tossicodipendenti - dove pensieri, stress e preoccupazioni sono alleggeriti.

Il sistema sanitario del paese, già fragile e con limitato accesso alle cure, non è stato in grado di fare fronte ad un fenomeno che, per molti aspetti, può essere paragonato ad una epidemia.

L'assistenza medica nei luoghi di consumo è pressoché inesistente e i centri di disintossicazione (sia governativi sia di ONG e comunità religiose), che potrebbero rappresentare l’unica risposta in grado di contenere nell’immediato il problema, seppur marginalmente, sono ancora troppo pochi. Nell’ ospedale psichiatrico universitario di Freetown, l’unico del Paese, nel 2020 sono state ricoverate 47 persone dipendenti da kush. Nel 2022 erano salite a 1.101 e oggi il numero è in incremento.

L’Unione Africana ha avviato alcune iniziative per affrontare la questione delle droghe sintetiche, ma si tratta, per il momento, di strategie di livello generale che non affrontano il problema nello specifico.

Trovare soluzioni efficaci non è facile, richiederebbe strategie politiche incentrate sulla creazione di occupazione, specie per i giovani, e un efficace programma di educazione e sensibilizzazione dell’opinione pubblica e delle famiglie in merito ai gravi danni provocati dalla diffusione e dall’abuso di droga.

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Kush: a tnnel with no way out

Kush is cheap, devastating, and creates immediate addiction. In Sierra Leone, the situation has become critical (in April 2024, President Julius Maada Bio declared a national public health emergency for drugs and substance abuse), but the spread of kush is infecting all of West Africa, reflecting widespread generational distress and a social crisis throughout the region. Kush is a cannabis derivative mixed with synthetic drugs. Chemical tests have found that nearly 50% of samples contain nitazenes (a synthetic opioid that is highly addictive), often mixed with tramadol and fentanyl. Some of the substances used in making kush are imported from China, while others come from Europe (the Netherlands and the United Kingdom) via sea routes, air routes, and postal services. Prolonged use causes serious psychological damage, liver and kidney damage, respiratory failure, and skin necrosis. The low cost (one dose costs on average 5 Sierra Leonean leones, about 30 euro cents), easy availability, and strong narcotic effects are the main factors behind its spread, especially in urban areas. In Freetown slums like Kroo Bay or Susan's Bay, entire groups of young people spend their days in a drug-induced trance. Although individual stories vary, most people who smoke kush say they do it to escape a reality marked by poverty, unemployment, and a lack of real prospects. Smoking leads to a "mad world"—as addicts call it—where thoughts, stress, and worries are eased. The country’s health system, already fragile and with limited access to care, has not been able to cope with a phenomenon that, in many ways, can be compared to an epidemic. Medical assistance in consumption areas is almost nonexistent, and detox centers (both government-run and run by NGOs and religious communities), which could offer the only immediate response to contain the problem, even marginally, are still too few. At Freetown University Psychiatric Hospital, the only one in the country, 47 kush dependent individuals were admitted in 2020. By 2022, this had risen to 1,101, and the number continues to grow today. The African Union has launched some initiatives to tackle the issue of synthetic drugs, but for now, these are general-level strategies that do not address the problem specifically. Finding effective solutions is not easy; it would require political strategies focused on creating jobs, especially for young people, and an effective program of education and awareness for the public and families about the serious harm caused by the spread and abuse of drugs.

Il kush provoca letargia e sedazione fisica

Lo slum di Susan's bay

Alcuni edifici abbandonati o in costruzione vengono utilizzati come punto di ritrovo per fumare

Le discariche sono le principali aree di spaccio e di consumo. Qui molti giovani rovistano nella spazzatura nella speranza di trovare qualcosa da rivendere ricavando il necessario per comprare poco cibo e un’altra dose

La compra-vendita della droga si svolge come fosse una qualsiasi altra attività

Le terribili piaghe provocate dal kush.

Le discariche sono le principali aree di spaccio e di consumo. Qui molti giovani rovistano nella spazzatura nella speranza di trovare qualcosa da rivendere ricavando il necessario per comprare poco cibo e un’altra dose

Questo ragazzo, in pratica impossibilitato a muoversi a causa di una brutta piaga ad una gamba, piange ripensando alle ragioni che lo hanno spinto a usare il kush

L’effetto del kush è quasi immediato; molti, dopo aver fatto qualche tiro, prendono a vagare ad occhi chiusi muovendosi come zombie

Causa ed effetto

Le discariche sono le principali aree di spaccio e di consumo. Qui molti giovani rovistano nella spazzatura nella speranza di trovare qualcosa da rivendere ricavando il necessario per comprare poco cibo e un’altra dose

Il centro di recupero gestito dalla Caritas di Freetown può ospitare un numero massimo di 16 ragazze. Il programma di riabilitazione prevede un approccio olistico alla cura con assistenza medica e psicologica essenziali, ma anche formazione pratica in agricoltura per agevolare il reinserimento nella società delle ragazze alla fine del percorso di recupero

Una delle ragazze ospitate nel centro di recupero per dipendenti da kush gestito dalla Caritas di Freetown non riesce a trattenere le lacrime raccontando la sua terribile storia che l’ha portata a fare uso di droga

La visita alla camerata offre un momento di gioco e serenità ad alcune delle ragazze ospiti del centro