Salt for Life

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Gujarat, India.

Terminata la stagione dei monsoni, tra settembre e ottobre, gli Agariya, una comunità seminomade che vive nello stato del Gujarat (India) e si occupa della raccolta del sale da centinaia di anni, si spostano dai villaggi che sorgono ai margini del deserto del Little Rann of Kutch verso le aree più interne. Portano con sé tutto il necessario per la loro permanenza  in quell'area per i successivi 8 mesi, durante i quali si dedicano alla "coltivazione del sale", attività che attualmente coinvolge circa 40.000 persone con una produzione che copre il 76% del totale del sale prodotto in India.

Il Little Rann of Kutch,  in tempi remoti, era una baia poco profonda del mar Arabico il cui fondale, a causa di movimenti tettonici, si è sollevato trasformandola nel tempo prima in un lago salato e poi in un deserto.  Nel sottosuolo, in profondità, è ancora presente acqua salata con un livello di salinità da 4 a 6 volte superiore a quella del mare.

Arrivati nelle aree in cui avviene la raccolta del sale, gli Agariya costruiscono abitazioni temporanee realizzando uno scheletro in legno che viene in seguito coperto con teli di juta e plastica. Terminata questa fase hanno inizio le varie fasi di lavorazione. 

Viene scavato, interamente a mano, un pozzo profondo diversi metri fino a raggiungere l'acqua salata presente nel sottosuolo che viene pompata in superficie all'interno di enormi vasche comunicanti  tra loro attraverso stretti canali. Le vasche vengono ottenute creando argini in fango pressato, anche questi realizzati completamente a mano. Il passaggio dell'acqua da una vasca all'altra ne favorisce la lenta evaporazione sotto il sole del deserto (in estate le temperature possono arrivare a 50 gradi centigradi) e consente la formazione dei cristalli di sale che vengono lavorati tutti i giorni a più riprese con grossi rastrelli di legno in modo che si agglomerino tra loro, aumentando di dimensione e conseguentemente di valore alla vendita.

La vita dei raccoglitori è molto dura; oltre a dover lavorare con temperature elevatissime,  il costante contatto con il sale provoca loro  problemi alla pelle, soprattutto agli arti inferiori (spesso gli Agariya lavorano a piedi nudi immersi nell'acqua) e il riverbero del sole sul bianco del sale crea problemi agli occhi anche molto seri.

Il prezzo che viene pagato ai raccoglitori è bassissimo, in media dai 2 ai 4 dollari per tonnellata, mentre il prodotto raffinato, al termine delle lavorazioni, vale in media intorno ai 240 dollari. 

Fino a qualche anno fa buona parte del guadagno degli Agariya veniva eroso dal costo del gasolio necessario per il funzionamento delle pompe di estrazione dell'acqua del sottosuolo; da qualche tempo sia il governo sia alcune ONG hanno studiato dei piani di finanziamento per l'acquisto  di elettropompe e di pannelli solari per la produzione di energia elettrica. Il loro utilizzo permette di impiegare le pompe diesel solo la notte, aumentando notevolmente il margine di profitto e consentendo di ridurre le emissioni di inquinanti, con evidenti benefici per le persone e per l'ambiente.

Oggi però gli Agariya si trovano ad affrontare nuovi problemi: il 21 febbraio 2023 il governo del Gujarat ha emesso un' ordinanza nella quale nega la concessione di utilizzo dei terreni a tutti i soggetti che non riescono a dimostrare di averne i diritti, cosa per molti impossibile considerato che l'attività di coltivazione del sale viene praticata, senza particolari regolamentazioni, da molto prima del 1973, anno in cui il Little Rann of Kutch è stato dichiarato area protetta, con conseguente  entrata in vigore di diverse restrizioni sull'accesso e sulle attività consentite al suo interno.

In caso fosse negata ad  una parte della comunità Agariya  la possibilità di utilizzare i terreni per la coltivazione del sale, ciò comporterebbe la perdita dell'unica fonte di sostentamento e  potrebbe avere ripercussioni negative sull'intera comunità che è molto coesa e dedita esclusivamente a questa attività.





Inizio dello scavo del pozzo: la maggior parte delle lavorazioni vede coinvolti tutti i membri della famiglia

Durante la Puja (preghiera) per propiziare la buona riuscita dello scavo del pozzo, si brucia incenso e la parte fibrosa del guscio del cocco. A conclusione della cerimonia vengono offerti piccoli dolci.

Inizio delle fasi di pompaggio dell'acqua dal sottosuolo

I coltivatori pressano il terreno con i piedi per renderlo compatto ed evitare che l'acqua pompata in superficie filtri nuovamente nel sottosuolo. A questa lavorazione segue un' ulteriore pressatura del terreno tramite un pesante rullo.

Una pausa durante il lavoro

La zona non è dotata di fonti di acqua potabile che viene fornita periodicamente dal governo ai lavoratori

La fase di costruzione del telaio in legno delle case temporanee

La costruzione dell'abitazione temporanea completata

I pannelli solari forniscono energia sia alle pompe di estrazione dell'acqua sia agli apparecchi di utilizzo domestico

Il governo ha fornito alcuni bus di linea dismessi da utilizzare come spazi scolastici dedicati ai bambini della comunità; al loro interno sono state allestite le aule

Le aule sono dotate di strumenti didattici tecnologici alimentati da pannelli solari installati sul tetto

Le classi sono composte da maschi e femmine di età differenti, seguite da un unico maestro

Il sale viene lavorato più volte al giorno per aumentare la dimensione dei cristalli

Il sale lavorato, pronto per essere raccolto

Gli Agariya devono essere in grado di provvedere in autonomia alla manutenzione e riparazione degli apparecchi che utilizzano per l'estrazione e la lavorazione del sale

Una famiglia Agariya all'interno della propria abitazione temporanea

L'autobotte inviata dal Governo lascia la zona dopo aver rifornito le abitazioni di acqua potabile

Un'ambulanza fornisce l'assistenza medica di base alla comunità

Il the, forte e molto zuccherato, viene servito nei piattini

Per raccogliere il sale ai bordi delle vasche di evaporazione, viene usato un grande rastrello condotto da due o più uomini e collegato da un cavo di acciaio al verricello di un trattore

I cristalli di sale hanno un valore alla vendita direttamente proporzionale alle loro dimensioni.

Il sale, in funzione di tipologia e utilizzo finale, può essere caricato sfuso sui camion e trasferito alle aziende di lavorazione che sorgono al di fuori dell'area protetta, oppure confezionato direttamente sul posto e caricato sui camion che lo porteranno alla destinazione finale.

Il sale viene scaricato presso le aziende di lavorazione che si trovano immediatamente al di fuori dei confini dell'area protetta.

Diverse aziende utilizzano ancora la legna o il carbone per alimentare i macchinari impiegati nella lavorazione del sale

Le aziende con processo di confezionamento automatizzato sono ancora poche, nella maggior parte dei casi viene fatto manualmente utilizzando anche lavoro minorile.

Diverse aziende di trasformazione utilizzano ancora la legna o il carbone per alimentare i macchinari impiegati nella lavorazione del sale

I macchinari per il confezionamento automatizzato

Durante i circa quattro mesi in cui gli Agariya non sono impegnati nella coltivazione del sale, tornano ai loro villaggi e alle loro case.